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Ferocactus alamosanus

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Ferocactus alamosanus ssp. reppenhagenii

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Ferocactus chrysacanthus

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Ferocactus chrysacanthus ssp. grandiflorus

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Ferocactus cylindraceus

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Ferocactus cylindraceus ssp. eastwoodiae

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Ferocactus cylindraceus ssp. lecontei

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Ferocactus cylindraceus ssp. tortulispinus

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Ferocactus diguetii

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Ferocactus emoryi

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Ferocactus emoryi ssp. rectispinus

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Ferocactus fordii ssp. borealis

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Ferocactus glaucescens

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Ferocactus gracilis

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Ferocactus gracilis ssp. coloratus

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Ferocactus gracilis ssp. gatesii

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Ferocactus haematacanthus

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Ferocactus hamatacanthus

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Ferocactus hamatacanthus ssp. sinuatus

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Ferocactus histrix

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Ferocactus johnstonianus

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Ferocactus latispinus

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Ferocactus lindsayi

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Ferocactus macrodiscus

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Ferocactus macrodiscus ssp. septentrionalis

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Ferocactus peninsulae

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Ferocactus peninsulae ssp. santa-maria

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Ferocactus peninsulae ssp. townsendianus

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Ferocactus pilosus

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Ferocactus pottsii

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Ferocactus recurvus

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Ferocactus recurvus ssp. greenwoodii

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Ferocactus robustus

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Ferocactus schwarzii

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Ferocactus viridescens

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Ferocactus viridescens ssp. littoralis

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Ferocactus wislizeni

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Ferocactus wislizeni ssp. herrerae

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Ferocactus pilosus




DESCRIZIONE DELLA PIANTA
Pianta dalle belle spine centrali rosso brillanti e quando appaiono i fiori giallo-rossi, l'intera pianta sembra come andare a fuoco.
Pu fiorire alla misura di circa 25 cm. di larghezza e altezza, se gli vengono date adeguate condizioni climatiche.
E' una delle specie pi grandi di questo genere, produce corpi individuali discretamente larghi, ma pi che altro si nota perch cresce in gruppetti in habitat che uniti fanno circa 3 metri di diametro.
E' descritto come solitario o che cresce in gruppetti, le piante sono alte fino a 3 metri, con 50 cm. di diametro, le costolature vanno da 13 a 20. Ha numerose spine radiali simili a capelli bianchi, sebbene queste siano qualche volta assenti. Ci sono 6 o 12 spine centrali, lunghe 50 mm, forti, solitamente rosse (ma ci sono anche piante con spine gialle), pi o meno dritte.
I fiori sono dal giallo al rosso, a forma di tazza, lunghi 40 mm, larghi 25 mm, i petali rimangono pi o meno eretti, gli stigmi sono gialli.
I frutti sono ovoidali, gialli, lunghi da 30 a 40 mm, coperti con brattee rotonde, carnose e acide, commercializzate come per i limoni.
Deve essere menzionato qui che il nome preferito da Unger F.piliferus e quota la descrizione di Lemaire ex Ehrenberg del 1848, che pre-data la prima valida descrizione di Echinocactus pilosus di due anni. Ma Nigel Taylor rifiuta questo nome, giudicandolo inadeguato e visto che F.pilosus pi usato come nome, viene favorito. Questo nome ha precedenti come F. stainesii che un nome alternativo a questa specie, ma che stato invalidato a partire dal 1922. F.stainesii anche utilizzato (non correttamente) come variante di F. pilosus in cui mancano le spine radiali; comparando la descrizione dei due di Britton e Rose si vede come il primo differisce dal secondo nelle costolature pi distanziate, le areole pi separate, le spine di colore pi cupo, pi numerose, qualche volta curvate, due di loro appiattite e i capelli bianchi.
Del pilosus sono presenti piante a spine gialle, quindi per diversificarle:
Ferocactus pilosus v. flavispinus.


Considerazioni sulle mie piante di questa specie che verranno aggiornate nel tempo.
Ritmo di crescita discreto, la variet a spine gialle cresce pi lentamente.


ZONE DI DISTRIBUZIONE
Originario del Messico: San Luis Potos (Est di San Luis Potos Guadalcazar crossing, Huizache, Bonita, Zaragoza de Solis, La Jolla, Ciudad Maiz, Matehuala, Catorce), Zacatetcas (Concepcion del Oro, Cedros), Durango (Cerro Viznaga vicino San Bartolo), Nuevo Len (Ascension, Aramberri, Escondido, San Roberto, tra Saltillo e Nuncio), Coahuila (sulla strada tra Saltillo e Nuncio, Viesca, Parras, Ramos Arispe, Carneros, Saltillo, Sierra de Parras, Jimulco), Tamaulipas (Lano de los Azua); solitamente in terreni sabbiosi e piatti, a 1200-2400 metri di altitudine. E' una specie molto diffusa.

SINONIMI
Echinocactus piliferus, Echinocactus pilosus, Echinocactus pilosus var. pringlei, Echinocactus pilosus var stainesii, Ferocactus piliferus, Ferocactus piliferus var. flavispinus, Ferocactus piliferus var. stainesii, Ferocactus pilosus var, stainesii, Ferocactus pringlei, Ferocactus stainesii, Ferocactus stainesii var. haematacanthus, Ferocactus stainesii var. pilosus, Ferocactus stainesii var. pringlei.

NUMERI DI CAMPO
LAU 1419, L 1419, SH 1419; DAR 182, DAR 196; TK 347; FH 77; GM 349; BIG 87; IDD 1089, IDD 1176; CH 622; CZ 115; BKLM 1064, BKLM 1065, BKLM 1067, BKLM 1087; PM 47; LH 334, LH 345, LH 469; LM 19, LM 78; MZ 698, MZ 1207, MZ 1252; MK 21.51; PP 249, PP 252, PP 429, PP 1376, PP 1397; PAR 24; RCH 453; RS 35, RS 722, RS 723, RS 1165; VM 104; REP 379, REPP 379, REP 696A, REPP 696A, REP 1221B, REPP 1221B, REP 1242D, REPP 1242D, REP 1271, REPP 1271, REP 1478A, REPP 1478A, REP 1791A, REP P1791A , REP 2158C, REPP 2158C, REP 2279A, REPP 2279A, REP 2331A, REPP 2331A, REP 2335A, REPP 2335A , REP 2349B, REPP 2349B; LH 447; DAR 11, DAR 87, DAR 89; RMSD 4, RMSD 22; GL 252; GM 388; IDD 93, IDD 103, IDD 115, IDD 583; KMR 232, KMR 233, KMR 234; PP 40, PP 594, PP 1241; PAR 268; RS 260, RS 270, RS 282; VM 516; CSD 98, CSD 110; BKM 823, BKM 948; CSD 88; AL 203, AL 265, AL 281, AL 284, AL 379, AL 384, AL 389, AL 409; GOMEZ 333, GOMEZ 1122; GLF 623, GLF 2300; ISI 476; CH 309, CH 336, CH 452, CH 468; PM 27; LH 46, LH 68, LH 135, LH 396; KSS 150, KSS 153; LM 177, LM 319, LM 522, LM 543; LRM 72, LMR 83, LRM 160, LRM 234 , LRM 451; BZ 36; MMR 80.1; PAN 166; PH 33.01, PH 50.05, PH 65.07, PH 66.04, PH 70.016, PH 70.02, PH 73.04, PH 83.05, PH 86.05, PH 89.05, PH 90.05, PH 107.03, PH 110.03, PH 111.01, PH 115.01, PH 503.02, PH 505.06 , PH 538.04 , PH 565.07, PH 570.06; SB 819, SB 1618, SB 1619; LAU 1420 , L 1420 , SH 1420.

SEZIONE Ferocactus
GRUPPO Ferocactus robustus



CONSIGLI DI COLTIVAZIONE

ESPOSIZIONE
Il sole essenziale e indispensabile per tutte le specie di Ferocactus, quindi basilare che durante il periodo di crescita tra le piante ed il sole non vi sia alcun tipo di schermo (reti ombreggianti, lastre in policarbonato, teli in nylon, ecc.).
So che ci non facilmente attuabile soprattutto per chi tiene i Ferocactus in serra per tutto l'anno insieme a tanti altri generi, ma se si vuole veramente vederne tutto il loro potenziale e la loro straordinaria bellezza nonch l'emozione profonda che tutto questo pu donare doveroso ritagliare un apposito spazio dedicato solo a loro. Personalmente tengo le piante all'aperto da Aprile a Settembre, in una posizione arieggiata ed esclusivamente soleggiata, come protezione in caso di bisogno uso una rete antigrandine ed un telo antipioggia mobili, cio asportabili ed in uso appunto solo all'occorrenza.
Anche il pilosus, per un corretto sviluppo del corpo pianta e per favorire una notevole e robusta spinagione, abbisogna di esposizione in pieno sole per la maggior parte della giornata durante il periodo di crescita, mentre durante il periodo di riposo vegetativo anche una cospicua riduzione della luminosit non va a danneggiare la pianta stessa che per poi dovr necessariamente essere riabituata gradatamente al sole nella successiva stagione primaverile per evitare scottature dell'epidermide, le quali possono essere superficiali, ma talvolta anche piuttosto serie.
Per chi possiede una serra dove far svernare le proprie piante il passaggio dalla stagione di riposo a quella vegetativa risulter per le stesse poco traumatico e quasi naturale, mentre chi per tale scopo deve usare una stanza non riscaldata dell'abitazione o comunque un luogo poco luminoso, dovr in seguito fare uso per alcuni giorni (anche 10-12) di un ombreggiante parziale per schermare le piante dal primo sole primaverile.
Questa una specie robusta e munita di una discreta spinagione, ma comunque necessario prestare un p d'attenzione durante le prime esposizioni stagionali.
In conclusione aggiungo che coltivando i propri Ferocactus all'aperto e in posizione soleggiata durante tutta la stagione di crescita, la loro epidermide diventer gradatamente sempre pi robusta e spessa, quindi non pi soggetta a scottature (un p come succede per la nostra pelle). Mentre relegando le piante in serra per tutto l'anno, soprattutto durante l'estate a causa delle elevate temperature che si posso raggiungere al suo interno unite a scarsa circolazione d'aria, c' il concreto rischio di rallentarne lo sviluppo e di esporle con maggiore facilit a parziali scottature.


ACQUA
Premesso che le varie tipologie d'acqua che si possono utilizzare per i Ferocactus non sono poi cos determinanti, come altri elementi, per il corretto sviluppo degli stessi comunque buona cosa cercare di capire quale tipo d'acqua meglio usare per queste piante.
L'ideale sarebbe far prendere ai Ferocactus qualche preziosa e rigenerante pioggia estiva, per quando essa manca o scarseggia io faccio uso d'acqua prelevata direttamente dal pozzo che mediamente calcarea ma quasi priva di elementi inquinanti, anche se spesso preferisco "tagliarla" (met e met) con acqua prodotta da osmosi inversa. Invece quando devo fertilizzare le piante adopero tutta acqua da osmosi perch ho l'impressione che renda le radici pi ricettive e perci in grado di assorbire meglio gli elementi nutritivi in essa disciolti. Come ultima soluzione (che non la migliore) si pu fare uso d'acqua prelevata dal rubinetto di casa, meglio se fatta decantare per qualche giorno in un recipiente di plastica.
L'acqua per annaffiare dovrebbe essere sempre pi o meno usata a temperatura ambiente in modo da non causare shock termici alla pianta, inoltre bene per chi tiene i Ferocactus all'aperto, bagnare sempre il corpo pianta ad ogni annaffiatura.
Le annaffiature devono essere effettuate soprattutto tenendo conto delle temperature e della stagione, cio acqua solo nel periodo di crescita e niente acqua nel periodo di riposo.
Altro elemento da tenere in considerazione prima di annaffiare il diametro del vaso (un vaso piccolo asciuga in pochi giorni, un vaso di grosso diametro pu impiegare anche un mese ad asciugare) e la sua composizione (un vaso in cotto asciuga prima di uno in plastica).
Io annaffio preferibilmente la mattina presto o la sera sul tardi e solo quando la composta ben asciutta da almeno una settimana o pi. (Mai annaffiare se la composta non completamente asciutta!!).
Altro fattore da tener presente che pu anch'esso influire positivamente o negativamente sulla salute della pianta l'estivazione, cio un rallentamento della crescita o in alcuni casi (dipende dalla specie) anche un blocco vegetativo della pianta a causa delle elevate temperature, specie quando le minime notturne superano per pi giorni consecutivi i 20-22, quindi in presenza di scarsa escursione termica tra il giorno e la notte. Durante questo periodo consigliabile ridurre o sospendere le annaffiature fino al primo repentino abbassamento delle temperature (anche se temporaneo). Appena previsto o in atto l'abbassamento delle stesse bene tornare a bagnare la pianta, che risponder positivamente all'innaffiatura grazie alla ritrovata escursione termica, se invece si dovesse continuare a bagnare i Ferocactus incuranti dell'estivazione si correrebbe il rischio di fare insorgere pericolosi marciumi.
E' inoltre importante che la prima vera annaffiatura della stagione venga effettuata nei primi giorni di caldo effettivo e quando sono previsti pi giorni di bel tempo (solitamente io riprendo a bagnare ad Aprile).
Invece l'ultima annaffiatura stagionale (qui al nord Italia) consigliabile che sia in Settembre e comunque sempre relazionata alle temperature, inoltre opportuno aggiungere all'acqua del fungicida sistemico come prevenzione per il lungo inverno. Solitamente io smetto di annaffiare i vasi pi grandi (sopra i 20 cm. di diametro) ai primi di Settembre, mentre per i vasi che vanno da 10 ai 20 cm. di diametro l'ultima annaffiatura la effettuo verso la met di Settembre, infine per i vasi sotto i 10 cm. di diametro d l'ultima bagnata a fine Settembre.
Per concludere va ricordato che nel dubbio sempre meglio dare acqua una volta in meno piuttosto che una in pi.


RINVASO
Il rinvaso molto importante, uno dei segreti principali, per ottenere ottimi risultati.
Si rinvasano i Ferocactus quando raggiungono o superano leggermente il diametro del vaso in cui sono posti. E' essenziale fare ci perch al contrario si andrebbe a rallentarne la crescita e se ne condizionerebbe il corretto sviluppo, inoltre non verrebbe data ad essi la possibilit di crescere come i loro limiti naturali impongono. Poi rinvasando regolarmente le piante si evita l'impoverimento della composta a disposizione delle stesse.
E' consigliabile effettuare il rinvaso durante la stagione invernale, cio quando la pianta in completo riposo, cos si eviteranno grossi stress alla stessa e a primavera sar gi pronta a riprendere la crescita. Se si rinvasa pi in l nella stagione bene non annaffiare per almeno 2 settimane dal rinvaso, in modo da dare il tempo alle radici di cicatrizzarsi al meglio ed evitare di conseguenza l'insorgere di pericolosi marciumi.
Personalmente uso mettere sul fondo del vaso o un coccio concavo a coprire il foro di scolo, o una retina tipo zanzariera a coprire tutta la base del fondo, poi vi metto sopra uno strato (1-2 cm.) di argilla espansa infine ricopro la stessa con uno straterello di carbone tritato fine con dentro qualche pezzetto di naftalina.
Poi nel riempire il vaso con la composta importante dare di tanto in tanto dei colpetti con la mano sulle pareti esterne dello stesso in modo da fare assestare bene il terriccio e la pianta, inoltre buona cosa riempire il vaso fino al limite superiore del bordo in modo da dare alla pianta la possibilit di crescere senza urtare con le spine contro di esso, come ultima cosa consiglio di mettere uno strato (1-2 cm.) di lapillo come copertura finale (meglio non usare ciotoli o sabbia perche rallenterebbero troppo l'asciugarsi della composta).
Durante l'operazione del rinvaso bisogna controllare lo stato di salute delle radici cos se vi sono dei parassiti possibile ricorrere subito ad appositi prodotti chimici o naturali per eliminarli. Se ci sono radici morte vanno tolte, poi se le stesse risultano essere troppo lunghe, fitte o aggrovigliate meglio tagliarne un p con una forbice affilata e disinfettata cercando per di recidere il meno possibile quelle principali pi grosse.
Trovo inutile e a volte anche deleterio lasciare la pianta per giorni a radici nude per fare asciugare le stesse, si pu tranquillamente metterla subito nel nuovo vaso con la composta asciutta. Le radici avranno modo di asciugare ugualmente e di rimarginare eventuali ferite, poi ovviamente come gi detto in precedenza non bisogna annaffiare per almeno 2 settimane o pi. Se la pianta nel precedente vaso era in una composta abbastanza idonea inutile cercare di eliminarla tutta dalle radici o peggio ancora lavare le stesse, basta scrollarle per bene e togliere con una mano quella che viene via facilmente, infine una volta appurato che sia tutto a posto si pu porre tranquillamente la pianta nella sua nuova "dimora".
E' essenziale inoltre per i primi anni di vita effettuare rinvasi regolari (ogni 1-2 anni) per promuovere un vigoroso e sano sviluppo della pianta usando sempre vasi di 2-3 cm. pi larghi del diametro della stessa. Io uso vasi in plastica che offrono una migliore maneggevolezza e una notevole praticit nel togliere la pianta durante il rinvaso anche perche questi permettono uno sviluppo pi omogeneo delle radici in quando esse non vanno a cercare l'umidit attaccandosi (come nei vasi in coccio) alle loro pareti.
S che a volte impegnativo e difficile rinvasare i Ferocactus (soprattutto quelli di grosse dimensioni) ma non abbiate timore a farlo! solo cos potrete vederne l'effettivo sviluppo che essi possono raggiungere.


COMPOSTA
A mio modo di vedere il "segreto" principale per avere dei Ferocactus DOC, essa se "costruita" nel modo giusto permette alla pianta di esprimersi in tutto il suo potenziale sia in fatto di dimensioni che di spine, inoltre consente alla stessa di sopportare decisamente meglio i raggi del sole riducendo non di poco il rischio di scottature. La composta contribuisce insieme al sole ad irrobustirne l'epidermide che di conseguenza risulter pi bella, sana e spessa, perci meno attaccabile da parassiti e funghi e anche in grado di proteggersi meglio da quelle antiestetiche macchie marroni che si formano soprattutto alla base della pianta.
E' importante che la composta utilizzata per i Ferocactus sia ben drenata ma non troppo povera, sicuramente pi ricca della media riservata ad altri generi in modo da consentire alla pianta uno sviluppo costante, regolare e consono per raggiungere ragguardevoli dimensioni con annuali ed abbondanti fioriture.
Quando si mantiene la pianta per pi di un anno nella stessa composta bene aggiungere del fertilizzante a basso tenore di azoto all'acqua d'irrigazione (senza esagerare nelle somministrazioni dello stesso).
Durante la fase di rinvaso i vari elementi della composta vanno usati asciutti, oppure leggermente umidi e devono essere ben mischiati tra loro.

Di seguito la composta da me usata per questa specie:
40% Terra di campo (la struttura e le caratteristiche possono variare da zona a zona)
30% Lapillo vulcanico (granulometria 2-5 mm.)
20% Terriccio universale (quello dei sacchi in vendita nei garden)
10% Sabbia non calcarea (granulometria 2-4 mm.)

Il motivo per cui uso quasi esclusivamente il lapillo (setacciato o lavato per togliere la parte polverosa) come inerte che esso per via del suo cospicuo peso garantisce una migliore stabilit alla pianta ed inoltre in grado di rilasciare anche modiche quantit di elementi nutritivi utili, al contrario della pomice che pi leggera e completamente inerte (forse pi adatta ad altri generi).
Anche la terra di campo con la sua struttura omogenea e pesante contribuisce a far assestare bene la pianta all'interno del vaso e questo per i Ferocactus importante. Poi la terra normalmente ha in se tutta quella gamma di macro e micro-elementi nutritivi di cui la pianta necessita. Prima di essere usata va comunque setacciata, quando asciutta, con un setaccio a maglie di 4-5 mm, per togliere eventuali sassi o grossi pezzi.
Per concludere consiglio a chi tiene le piante in serra anche durante la stagione vegetativa, di ridurre al 10% la parte di terriccio universale a favore della stessa quantit di pomice o zeolite.


SPINE
Le spine nei Ferocactus rappresentano un elemento distintivo importante che li differenzia da altri generi, nonch un attributo di grande carisma e bellezza.
Le spine in habitat servono alla pianta per ridurre il dispendio idrico, per proteggersi dagli animali ed inoltre possono anche servire come schermo contro i cocenti raggi del sole.
In coltivazione spine forti danno alla pianta un aspetto feroce ma nel contempo armonioso dovuto alle loro forme e colori che possono variare dal giallo al giallo-arancione e dal rosso al rosso marrone per poi diventare grigie o nere quando sono vecchie, esse inoltre sanno donare a questo genere un fascino del tutto particolare.
E' difficile ottenere alle mie latitudini (nord Italia) spine di un certo tipo e consistenza, ma per raggiungere buoni risultati essenziale che la pianta sia sempre esposta in pieno sole durante tutto il suo periodo di crescita, bene inoltre selezionare solo quelle piante (per chi semina) che dimostrano fin da piccole di possedere spine pi rilevanti e robuste rispetto alle altre.
Altro fattore importante saper dosare sapientemente acqua e nutrienti, per far si che la pianta cresca lentamente ma in modo costante per tutto il periodo vegetativo che dato dalle temperature e dalle ore di luce.
Nel Ferocactus pilosus va ricercata soprattutto la robustezza complessiva della sua bella spinagione ed anche la densit del numero di spine presenti sul corpo pianta, in parole povere meno distanza c' tra un areola e l'altra pi spine saranno presenti sulla pianta stessa che di conseguenza assumer un aspetto pi naturale, compatto e feroce.
Sembra quasi superfluo ricordare che l'accortezza nel maneggiare queste piante non mai troppa, ma sempre bene menzionarlo visto che un attimo ritrovarsi con un taglio anche profondo nelle mani. Prestate inoltre attenzione nell'urtare o toccare le giovani spine in fase di crescita! Perch non essendo ancora bene ancorate alla pianta, come quelle gi completamente cresciute, rischiano di rovinarsi, spezzarsi o addirittura staccarsi dalla stessa.
Quando ammiro le loro forme geometriche, dritte, uncinate o contorte ed i loro variegati colori, ogni timore svanisce e per l'ennesima volta non posso fare a meno di pensare alla fortuna che ho avuto nell'essermi "imbattuto" e perdutamente innamorato di questo genere.


FUNGHI E PARASSITI
Inizio questo capitolo dicendo che fino ad oggi con i Ferocactus non ho praticamente mai avuto problemi di attacchi parassitari o malattie funginee, eccetto che qualche sporadica "visita" da parte della cocciniglia radicale risolta con un attento lavaggio alle radici e successivamente con una buona irrorazione di insetticida specifico. Sono certo che questa quasi assenza di problemi sia dovuta principalmente al metodo appropriato di coltivazione attuato ed in parte alla lunga "gavetta" fatta negli anni passati con vari altri generi. Anche coltivare le proprie piante partendo dal seme pu aiutare a capire meglio le loro esigenze cos da permettergli di adattarsi meglio all'ambiente in cui dovranno poi crescere, per diventare tramite le nostre cure naturali, piante robuste e quindi meno soggette ad attacchi di vario tipo.
Teoricamente i parassiti e le malattie funginee che possono colpire i Ferocactus sono non poche (come d'altronde per tutte le altre piante) ma attuando una corretta coltivazione possibile ridurle drasticamente, di seguito provo ad elencare le pi comuni:
ragnetto rosso e cocciniglia, contro di essi non c' niente di meglio che esporre le piante in pieno sole, cos facendo l'epidermide delle stesse diventer pi robusta e spessa, risultando perci inattaccabile da parte di questi insetti succhiatori.
Per la cocciniglia radicale (che si sviluppa pi facilmente durante il riposo invernale) il discorso cambia, quest'ultima pi subdola e difficile da individuare se non durante il rinvaso o vedendo che la pianta deperisce invece di crescere.
Molte specie di Ferocactus hanno una ghiandola in cima ad ogni areola, che secerne una specie di melata, se questa sostanza rimane per troppo tempo sulla pianta si former una antiestetica muffa nera (fumaggine) intorno alle areole, difficile poi da rimuovere. Come prevenzione bene lavare sempre il corpo pianta ad ogni annaffiatura poi altres utile che insetti come vespe, api e formiche possano raggiungere la stessa in quanto ghiotti di quel "nettare".
Un altro problema che pu presentarsi sulle nostre piante la ruggine che pu rovinare e non di poco, l'estetica ma anche la salute delle stesse,
si presenta con macchie pi o meno estese di color ruggine che si sviluppano prevalentemente nel periodo freddo in presenza di umidit e scarsa circolazione d'aria, come rimedio efficace io tengo durante l'inverno, in serra, temperature minime che non scendano mai sotto i 7-8, questo fa si che non si crei condensa e perci che l'umidit stagnante non vada a colpire in modo negativo i nostri Ferocactus, mantenendo poi queste temperature le piante saranno pi pronte a riprendere la vegetazione a primavera.
Teoricamente il pilosus sarebbe in grado di sopportare anche temperature minime inferiori, ma avendone la possibilit consigliabile mantenere quelle sopracitate in modo da concedere alla pianta un riposo in tutta tranquillit.
Come riflessione finale voglio dire che fondamentale, per prevenire attacchi parassitari e malattie funginee, attuare una corretta, scrupolosa, attenta e mirata coltivazione! Solo cos si potranno azzerare quasi tutti i rischi ed i successivi problemi.
Trovo inoltre inutile quanto deleterio fare uso soprattutto di antiparassitari come prevenzione, essi andrebbero usati solo in caso di reale bisogno, perch sbagliato che per coltivare un hobby si debbano immettere ulteriori veleni nell'ambiente.


SEMINA
E' consigliabile seminare i propri Ferocactus in modo da poter scegliere le piante che presentano i migliori caratteri genetici, cos fin da piccole saranno in grado di abituarsi alle condizioni climatiche della propria zona di residenza risultando in seguito pi adattabili ad esse ed al proprio metodo di coltivazione, avendo inoltre maggiori possibilit di diventare piante adulte sane e robuste.
Acquistando semi con F.N. (Field Number) o con dati di localit, inoltre, si ha una maggior garanzia che la tal specie corrisponda alla pianta che si seminata.
Per ultimo poter vedere i propri Ferocactus germinare e crescere e di conseguenza poi fiorire non ha eguali.

I semi del Ferocactus pilosus sono lunghi 1,75 mm, di colore marrone scuro.

La semina di questa specie non presenta grandi difficolt sia per quanto riguarda la reperibilit dei semi che per quanto riguarda la germinazione e il conseguente sviluppo delle plantule.
Io semino questa specie in germinatoio a luce e calore artificiali solitamente in Gennaio, al suo interno mantengo una temperatura minima di 16-19 e una massima di 28-31.
Come procedura inizio con lo sterilizzare tutti i componenti di semina (vasi, inerti, ecc.) eccetto la torba che comunque uso in modiche quantit, il 10% circa, tutto il resto diviso tra zeolite ed akadama.
Dopo aver posto a dimora i semi bagno i vasetti di semina, per immersione parziale, in acqua demineralizzata contenente del fungicida, infine insacchetto il tutto e lo metto in germinatoio.
In seguito effettuo il primo ripicchettamento delle piantine dopo 3-4 mesi dalla semina, cio in Aprile-Maggio che il periodo migliore per dare la possibilit alle stesse di iniziare la loro vera crescita con temperature e luce naturali.