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Ferocactus macrodiscus ssp. septentrionalis

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Ferocactus fordii ssp. borealis




DESCRIZIONE DELLA PIANTA
Nigel Taylor ha solo recentemente descritto questa sottospecie. In Bradleya 2:34 (1984) commentando che la variante settentrionale disgiunta dal Ferocactus fordii richiede un proprio nominativo. Essa molto pi conosciuta in coltivazione rispetto alla variante meridionale.
In seguito Charles Glass disse che anche lui credeva che fosse di una tassonomia diversa e che darle un nome avrebbe aumentato le possibilit di essere conservata in natura.
Pi recentemente, John Pilbeam e Derek Bowdery hanno scritto in merito a questa sottospecie a benificio dei coltivatori:
Ferocactus fordii subsp. borealis nuova sottospecie, descritta da Nigel Taylor come una sottospecie di fordii con spine centrali pi corte, poco prominenti e con fiori dal colore pi saturo.
Questa sottospecie ha una crescita abbastanza lenta, fiori di un rosa intenso, diametro di non pi di 18 cm.
Le spine centrali (solitamente 4) sono rossicce, fino a diventare marroni o grigie con l'aumentare dell'et della pianta; le spine centrali pi basse e forti sono molto uncinate e pi corte rispetto alla specie fordii (che raggiunge i 7 cm. di spina centrale), infatti arrivano ai 4 cm, mai ai 7 cm. Le spine radiali sono flessibili e sottili, simili a setole, soprattutto nelle piante pi vecchie.
I fiori variano dal rosa al viola, molto pi intensamente colorati rispetto alla specie fordii.


Considerazioni sulle mie piante di questa sottospecie che verranno aggiornate nel tempo.
Cresce un p pi rapidamente rispetto alla specie, anche se nel complesso la crescita abbastanza lenta.


ZONE DI DISTRIBUZIONE
Originario del Messico: nel nord della Baja California (costa ovest, tra San Antonio del Mar e El Rosario, 30-31 N, su Isla San Martin, El Socorro, Santo Domingo Lagoons, a Nord di Santa Maria Lagoons, San Simon hill e circa a 16 km Est di San Quintin Bay, San Quintin, Cabo Colonet), su dune sabbiose e piatte ed aree verdi vicino al livello del mare, a 100 metri circa di altitudine.

SINONIMI
Non sono presenti sinonimi.

NUMERI DI CAMPO
L 1463, LAU 1463, SH 1463; SB 1244, SB 1479, SB 1683; KPP 1633; DJF 7, DJF 8.

SEZIONE Ferocactus
GRUPPO Ferocactus robustus



CONSIGLI DI COLTIVAZIONE

ESPOSIZIONE
Il sole essenziale e indispensabile per tutte le specie di Ferocactus, quindi basilare che durante il periodo di crescita tra le piante ed il sole non vi sia alcun tipo di schermo, (reti ombreggianti, lastre in policarbonato, teli in pvc, ecc.) altrimenti la crescita sia delle spine che del corpo pianta risulter essere stentata e non regolare!
Ci non facilmente attuabile soprattutto per chi tiene i Ferocactus in serra per tutto l'anno insieme a tanti altri generi, ma se si vuole veramente vederne tutto il loro potenziale e la loro straordinaria bellezza nonch l'emozione profonda che tutto questo pu donare doveroso ritagliare un apposito spazio dedicato solo a loro. Personalmente tengo le piante all'aperto da Aprile a Settembre, in una posizione arieggiata ed esclusivamente soleggiata, come protezione in caso di bisogno uso una rete antigrandine ed un telo antipioggia mobili, cio asportabili ed in uso appunto solo all'occorrenza.
Il fordii ssp. borealis per un corretto sviluppo del corpo pianta e per favorire una notevole e robusta spinagione, abbisogna di esposizione in pieno sole per la maggior parte della giornata durante il periodo di crescita, mentre durante il periodo di riposo vegetativo anche una cospicua riduzione della luminosit non va a danneggiare la pianta stessa che per poi dovr necessariamente essere riabituata gradatamente al sole nella successiva stagione primaverile per evitare scottature dell'epidermide, le quali possono essere superficiali, ma talvolta anche piuttosto serie.
Per chi possiede una serra dove far svernare le proprie piante il passaggio dalla stagione di riposo a quella vegetativa risulter per le stesse poco traumatico e quasi naturale, mentre chi per tale scopo deve usare una stanza non riscaldata dell'abitazione o comunque un luogo poco luminoso, dovr in seguito fare uso per alcuni giorni (anche 10-15) di un telo ombreggiante parziale per schermare le piante (una volta riportate all'aperto) dal primo sole primaverile.
Questa sottospecie essendo munita di una spinagione piuttosto densa non necessita di particolari attenzioni durante questo delicato passaggio.
In conclusione aggiungo che coltivando i propri Ferocactus all'aperto e in posizione soleggiata durante tutta la stagione di crescita, la loro epidermide diventer gradatamente sempre pi robusta e spessa, quindi non pi soggetta a scottature (un p come succede per la nostra pelle). Mentre relegando le piante in serra per tutto l'anno, soprattutto durante l'estate a causa delle elevate temperature che si posso raggiungere al suo interno unite a scarsa circolazione d'aria, c' il concreto rischio di rallentarne lo sviluppo e di esporle con maggiore facilit a parziali scottature.


ACQUA
Premesso che le varie tipologie d'acqua che si possono utilizzare per i Ferocactus non sono poi cos determinanti, come altri elementi, per il corretto sviluppo degli stessi comunque buona cosa cercare di capire quale tipo d'acqua meglio usare per queste piante.
L'ideale sarebbe far prendere ai Ferocactus qualche preziosa e rigenerante pioggia estiva, per quando essa manca o scarseggia io faccio uso d'acqua prelevata direttamente da un pozzo, che mediamente calcarea ma priva di cloro e la "taglio" (met e met) con acqua prodotta da osmosi inversa. Invece quando devo fertilizzare le piante adopero tutta acqua da osmosi inversa perch rende le radici pi ricettive e perci in grado di assorbire meglio gli elementi nutritivi in essa disciolti. Come ultima soluzione (che non la migliore) si pu fare uso d'acqua prelevata dal rubinetto di casa, meglio se fatta decantare per qualche giorno in un recipiente di plastica.
L'acqua per annaffiare dovrebbe essere sempre pi o meno usata a temperatura ambiente in modo da non causare shock termici alla pianta, inoltre bene per chi tiene i Ferocactus all'aperto, bagnare sempre il corpo pianta ad ogni annaffiatura.
Le annaffiature devono essere effettuate soprattutto tenendo conto delle temperature e della stagione, cio acqua solo nel periodo di crescita e niente acqua nel periodo di riposo.
Altro elemento da tenere in considerazione prima di annaffiare il diametro del vaso (un vaso piccolo asciuga in pochi giorni, un vaso di grosso diametro pu impiegare anche un mese ad asciugare) e la sua composizione (un vaso in cotto asciuga prima di uno in plastica).
Io solitamente annaffio la mattina presto o la sera sul tardi e solo quando la composta ben asciutta da almeno una settimana o pi. (Mai annaffiare se la composta non completamente asciutta!!).
Altro fattore da tener presente che pu anch'esso influire positivamente o negativamente sulla salute della pianta l'estivazione, cio un rallentamento della crescita o in alcuni casi (dipende dalla specie) anche un blocco vegetativo della pianta a causa delle elevate temperature, specie quando le minime notturne superano per pi giorni consecutivi i 20-22, quindi in presenza di scarsa escursione termica tra il giorno e la notte. Durante questo periodo consigliabile ridurre o sospendere le annaffiature fino al primo repentino abbassamento delle temperature (anche se temporaneo). Appena previsto o in atto l'abbassamento delle stesse bene tornare a bagnare la pianta, che risponder positivamente all'innaffiatura grazie alla ritrovata escursione termica, se invece si continuasse a bagnare i Ferocactus incuranti dell'estivazione si correrebbe il rischio di fare insorgere pericolosi marciumi.
E' inoltre importante che la prima vera annaffiatura della stagione venga effettuata nei primi giorni di caldo effettivo e quando sono previsti pi giorni di bel tempo (solitamente io riprendo a bagnare ad Aprile).
Invece l'ultima annaffiatura stagionale (qui al nord Italia) consigliabile che sia in Settembre o comunque sempre relazionata alle temperature, inoltre consigliabile aggiungere all'acqua del fungicida sistemico come protezione per il lungo inverno. Solitamente io smetto di annaffiare i vasi pi grandi (sopra i 20 cm. di diametro) ai primi di Settembre, mentre per i vasi che vanno da 10 ai 20 cm. di diametro l'ultima annaffiatura la effettuo verso la met di Settembre, infine ai vasi sotto i 10 cm. di diametro d l'ultima bagnata a fine Settembre.
Per concludere va ricordato che nel dubbio sempre meglio dare acqua una volta in meno piuttosto che una in pi.


RINVASO
Il rinvaso molto importante, uno dei segreti principali, per ottenere buoni risultati.
Si rinvasano i Ferocactus quando raggiungono o superano leggermente il diametro del vaso in cui sono posti. E' essenziale fare ci perch al contrario si andrebbe a rallentarne la crescita e se ne condizionerebbe il corretto sviluppo, inoltre non verrebbe data ad essi la possibilit di crescere come i loro limiti naturali impongono.
Rinvasando regolarmente le piante si evita l'impoverimento della composta a loro disposizione e si mantiene una crescita costante delle stesse.
E' consigliabile effettuare il rinvaso durante la stagione invernale, cio quando la pianta in completo riposo, cos gli si eviteranno grossi stress e a primavera sar gi pronta a riprendere la crescita. Se si rinvasa pi in l nella stagione bene non annaffiare per almeno 2 settimane dal rinvaso, in modo da dare il tempo alle radici di cicatrizzarsi al meglio ed evitare di conseguenza l'insorgere di pericolosi marciumi.
Personalmente uso mettere sul fondo del vaso o un coccio concavo a coprire il foro di scolo, o una retina tipo zanzariera a coprire tutta la base del fondo, poi vi metto sopra uno strato (1 o 2 cm.) di argilla espansa e infine ricopro la stessa con uno straterello di carbone tritato fine con dentro qualche pezzetto di naftalina.
Durante il riempimento del vaso con la composta importante dare di tanto in tanto dei colpetti con la mano sulle pareti esterne dello stesso in modo da fare assestare bene il terriccio e la pianta, inoltre buona cosa riempire il vaso fino al limite superiore del bordo in modo da dare alla pianta la possibilit di crescere senza urtare con le spine contro di esso, come ultima cosa consiglio di mettere uno strato (1 o 2 cm.) di lapillo come copertura finale (meglio non usare ciotoli o sabbia perche rallenterebbero l'asciugarsi della composta).
Durante l'operazione del rinvaso bisogna controllare bene lo stato di salute delle radici cos se vi sono dei parassiti possibile ricorrere subito a metodi naturali o appositi prodotti chimici per eliminarli. Se ci sono radici morte vanno tolte, poi se le stesse risultano essere troppo lunghe, fitte o attorcigliate meglio tagliarne un p con una forbice affilata e disinfettata cercando per di recidere il meno possibile quelle principali pi grosse.
E' essenziale inoltre per i primi anni di vita effettuare rinvasi regolari (ogni 1 o 2 anni) per promuovere un vigoroso e sano sviluppo della pianta usando sempre vasi di 2 o 3 cm. pi larghi del diametro della stessa. Io uso vasi in plastica che offrono una migliore maneggevolezza e una notevole praticit nel togliere la pianta durante il rinvaso anche perche questi permettono uno sviluppo pi omogeneo delle radici in quando esse non vanno a cercare l'umidit attaccandosi (come nei vasi in coccio) alle loro pareti.
Certo che a volte impegnativo e difficile rinvasare i Ferocactus (soprattutto quelli di grandi dimensioni) ma non bisogna scoraggiarsi o avere timore a farlo! solo agendo cos sar possibile vedere l'effettivo sviluppo che queste straordinarie piante possono raggiungere.


COMPOSTA
A mio modo di vedere il "segreto" principale per avere dei Ferocactus DOC, essa se "costruita" nel modo giusto permette alla pianta di esprimersi in tutto il suo potenziale sia in fatto di dimensioni che di spine, inoltre consente alla stessa di sopportare decisamente meglio i raggi del sole riducendo non di poco il rischio di scottature. Una buona composta contribuisce, insieme al sole, ad irrobustire l'epidermide che di conseguenza risulter pi bella, sana e spessa, quindi meno attaccabile da parassiti e funghi e anche in grado di proteggersi meglio da quelle antiestetiche macchie marroni che si formano soprattutto alla base della pianta.
E' importante che la composta utilizzata per i Ferocactus sia ben drenata ma non troppo povera, sicuramente pi ricca della media riservata ad altri generi in modo da consentire alla pianta uno sviluppo costante, regolare e consono per raggiungere ragguardevoli dimensioni con annuali ed abbondanti fioriture.
Quando si mantiene la pianta per pi di un anno nella stessa composta bene aggiungere del fertilizzante a basso tenore di azoto all'acqua d'irrigazione (senza esagerare nelle somministrazioni dello stesso).
Durante la fase di rinvaso i vari elementi della composta vanno usati asciutti, oppure leggermente umidi e devono essere ben mischiati tra loro.

Di seguito la composta da me usata per questa specie:
40% Terra di campo (la struttura e le sue caratteristiche possono variare da zona a zona)
30% Lapillo vulcanico (granulometria 2-5 mm.)
20% Terriccio universale (quello dei sacchi in vendita nei garden)
10% Sabbia non calcarea (granulometria 2-4 mm.)

Usare quasi esclusivamente il lapillo (setacciato o lavato per togliere la parte polverosa) in luogo della pomice contribuisce, per via del suo peso maggiore, a migliorare la stabilit della pianta. Esso inoltre in grado di rilasciare anche modiche quantit di elementi nutritivi utili, al contrario della pomice che pi leggera e completamente inerte (forse pi adatta ad altri generi).
Anche la terra di campo con la sua struttura omogenea e pesante contribuisce a far assestare bene la pianta all'interno del vaso e questo per i Ferocactus importante, poi la terra normalmente ha in se tutta quella gamma di macro e micro-elementi nutritivi di cui la pianta necessita. Prima di essere usata va comunque setacciata, quando asciutta, con un setaccio a maglie di 4-5 mm, per toglire eventuali sassi o grossi pezzi.
Per concludere consiglio a chi tiene le piante in serra anche durante la stagione vegetativa, di ridurre al 10% la parte di terriccio universale a favore della stessa quantit di pomice o zeolite.


SPINE
Le spine nei Ferocactus rappresentano un elemento distintivo importante che li differenzia da altri generi, nonch un attributo di grande fascino e bellezza.
Le spine in habitat servono alla pianta a ridurre il dispendio idrico, per proteggersi dagli animali ed inoltre possono anche servire come schermo contro i cocenti raggi del sole.
In coltivazione spine forti danno alla pianta un aspetto feroce e naturale,
Aventi forme che variano dall'essere dritte o uncinate, fino a poco o estremamente contorte. Con colori che possono andare dal giallo al giallo-arancione o dal rosso al rosso marrone per poi diventare grigie o nere quando sono vecchie, esse indubbiamente riescono a donare a questo genere un fascino del tutto particolare.
E' difficile ottenere alle mie latitudini (nord Italia) spine di un certo tipo e consistenza, ma per raggiungere buoni risultati essenziale che la pianta sia sempre esposta in pieno sole durante tutto il suo periodo di crescita, bene inoltre selezionare solo quelle piante (per chi semina) che dimostrano fin da piccole di possedere spine pi rilevanti e robuste rispetto alle altre.
Altro fattore importante saper dosare sapientemente acqua e nutrienti, per far si che la pianta cresca lentamente ma in modo costante per tutto il periodo vegetativo che dato dalle temperature e dalle ore di luce.
Nel Ferocactus fordii ssp. borealis va ricercata soprattutto la robustezza complessiva della spinagione e la densit del numero di spine presenti sul corpo pianta, in parole povere meno distanza c' tra un areola e l'altra pi spine saranno presenti sulla pianta stessa che di conseguenza assumer un aspetto pi naturale, compatto e feroce.
E' utile fare attenzione nel toccare le giovani spine ancora in fase di crescita! perch non essendo ancora bene ancorate alla pianta, come quelle gi completamente cresciute, rischiano di rovinarsi, spezzarsi o addirittura staccarsi dalla stessa.
Come raccomandazione finale, ricordo che sempre necessario usare accortezza nel maneggiare queste piante visto che basta un attimo per ritrovarsi con un buco o un taglio nelle mani.


FUNGHI E PARASSITI
Coltivando i propri Ferocactus nel modo pi naturale possibile, (come descritto in queste pagine) i problemi dovuti ad attacchi parassitari o malattie funginee, saranno ridotti veramente al minimo.
Negli ultimi anni la mia collezione ha avuto solo qualche sporadica "visita" da parte della cocciniglia radicale risolta con un attento lavaggio alle radici e successivamente con una buona irrorazione di insetticida specifico. Anche l'esperienza accumulata in anni di coltivazione gioca un ruolo importante nel capire immediatamente un eventuale "disagio" della pianta.
Pure coltivare le proprie piante partendo dal seme pu aiutare a capire meglio le loro esigenze cos da permettergli di adattarsi meglio all'ambiente in cui dovranno poi crescere, per diventare tramite le nostre cure naturali, piante robuste e quindi meno soggette ad attacchi.
Teoricamente i parassiti e le malattie funginee che possono colpire i Ferocactus sono non poche (come d'altronde per tutte le altre piante) ma come dicevo prima, solo attuando una corretta coltivazione possibile ridurle drasticamente. Indubbiamente tra i pi comuni ed insidiosi parassiti che possono attaccare le nostre collezioni vi sono il ragnetto rosso e la cocciniglia, contro di essi non c' niente di meglio che esporre le piante in pieno sole, cos facendo l'epidermide delle stesse diventer pi robusta e spessa, risultando perci quasi inattaccabile da parte di questi insetti succhiatori.
Per la cocciniglia radicale (che si sviluppa pi facilmente durante il riposo invernale) il discorso cambia, quest'ultima pi subdola e difficile da individuare se non durante il rinvaso o vedendo che la pianta deperisce invece di crescere.
Molte specie di Ferocactus hanno una ghiandola in cima ad ogni areola, che produce del nettare, se questa sostanza rimane per troppo tempo sulla pianta si former una antiestetica muffa nera (fumaggine) intorno alle areole, difficile poi da rimuovere. Come prevenzione bene lavare sempre il corpo pianta ad ogni annaffiatura poi altres utile che insetti come vespe, api e formiche possano raggiungere la stessa in quanto ghiotti di quel nettare.
Un altro problema che pu presentarsi sulle nostre piante la ruggine che pu rovinare e non di poco, l'estetica ma anche la salute delle stesse,
si presenta con macchie pi o meno estese di color ruggine che si sviluppano prevalentemente nel periodo freddo in presenza di umidit e scarsa circolazione d'aria, come rimedio efficace io tengo durante l'inverno, in serra, temperature minime che non scendano mai sotto i 7/8, questo fa si che non si crei condensa e perci che l'umidit stagnante non vada a colpire in modo negativo i nostri Ferocactus; mantenendo poi queste temperature le piante saranno pi pronte a riprendere la vegetazione a primavera.
Teoricamente il fordii ssp. borealis in grado di sopportare anche temperature minime inferiori, ma avendone la possibilit consigliabile mantenere quelle sopracitate in modo da concedere alla pianta un riposo in tutta tranquillit.
Come riflessione finale mi sento di dire che trovo inutile quanto deleterio fare uso di antiparassitari come prevenzione, andrebbero usati solo in caso di reale bisogno, perche sbagliato che per coltivare un hobby si debbano immettere altri veleni nell'ambiente.


SEMINA
E' consigliabile seminare i propri Ferocactus in modo da poter scegliere le piante che presentano i migliori caratteri genetici, cos fin da piccole saranno in grado di abituarsi alle condizioni climatiche della propria zona di residenza risultando in seguito pi adattabili ad esse e al proprio metodo di coltivazione, avendo inoltre maggiori possibilit di diventare piante adulte sane e robuste.
Acquistando semi con F.N. (Field Number) o con dati di localit, inoltre, si ha una maggior garanzia che la tal specie corrisponda alla pianta che si seminata.
Poter vedere i propri Ferocactus germinare e crescere e di conseguenza poi fiorire non ha eguali.

I semi del Ferocactus fordii ssp. borealis non sono ancora stati descritti.

La semina di questa sottospecie non presenta grandi difficolt sia per quanto riguarda la reperibilit dei semi, che per quanto riguarda la germinazione e il conseguente sviluppo delle plantule.
Io semino in germinatoio a luce e calore artificiali solitamente in Gennaio, al suo interno mantengo una temperatura minima di 16-19 e una massima di 28-31.
Come procedura inizio con lo sterilizzare tutti i componenti di semina (vasi, inerti, ecc.) eccetto la torba che comunque uso in modiche quantit, il 10% circa, tutto il resto diviso tra pomice-zeolite o akadama.
Dopo aver posto a dimora i semi bagno i vasetti di semina, per immersione parziale, in acqua demineralizzata contenente del fungicida, infine insacchetto il tutto e lo metto in germinatoio.
In seguito effettuo il primo ripicchettamento delle piantine dopo 3-4 mesi dalla semina, cio in Aprile-Maggio che il periodo migliore per dare la possibilit alle stesse di iniziare la loro vera crescita con temperature e luce naturali.